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Che sacrifici fare il Pornodivo PDF Stampa E-mail
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Alzi la mano chi non ha mai pensato che per recitare in un film hard si debba essere sopra le righe.

E non solo per una questione di proporzioni fisiche. Ma è proprio così? Risultato: quella del pornodivo è una professione difficile, dove bisogna essere dotati, capaci di esibirsi senza vergogna in performance scomode e surreali davanti a regista, operatori e assistenti di produzione, senza mai perdere vigore nelle frequentissime pause.
«Le dimensioni non bastano, la passione nemmeno. Occorrono entrambe». La sentenza è di Rocco Siffredi, mister 25 centimentri. l'attore hard originario di Ortona (CH) più pagato del porno. «La mia è sempre stata una vera passione per il sesso. Mai avuto a che fare con l’esibizionismo. Ho semplicemente capito che col sesso potevo prima pagarci l’affitto e poi comprarci casa. Oggi guadagno come un calciatore medio di serie A. Diciamo che come attore sono strapagato, come produttore me la cavo, ma per essere un Numero Uno prendo soltanto le briciole. Forse perché in Italia, a causa del Vaticano, con il sesso siamo ancora molto indietro». Rocco ha appena girato negli Usa The Emperor, un remake hard di Otto e mezzo di Fellini. Ha accettato la parte, forse l’ultima della sua vita come attore, per più di 100 mila dollari. «Sto anche scrivendo un libro per un editore francese. Uscirà alla fine del 2005, a vent’anni dall’inizio del mio lavoro».
A chi lo accusa di essere maschilista con le donne, risponde: «E’ vero il contrario. Faccio paura agli uomini perché sono troppo diverso da loro. Le donne invece mi cercano perché faccio sesso pensando con la testa di una femmina e godo soltanto se godono loro». Fisico a posto, fiducia in se stessi, un modo di fare attento alla partner: cos’altro serve per fare questo lavoro ad alti livelli? «Concentrazione e tecnica. Bisogna sapersi muovere, intanto. Poi è necessario mantenere l'erezione a lungo anche in assenza di stimoli, oppure procurarsela in pochi istanti semplicemente col pensiero. Rocco non si nasce insomma, si diventa. Credo che un giorno aprirò una scuola per attori hard. Così almeno compenserò la delusione di avere ben quattordici nipoti e nessuno che voglia seguire le mie orme».

 

 

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